La banda Ba$$alti nasce verso la fine degli anni novanta dall’evoluzione della Accordiana, nome sotto cui si riuniva una formazione abbastanza aperta dedita alla pratica del jazz tradizionale, di cui facevano parte, fra gli altri: Stefano Bassalti, tromba; Roberto Andriollo, trombone; Giorgio Alderighi, banjo; Alberto Huskovic, basso tuba; Cino Bonassi, batteria; e occasionalmente Luciano La Neve, trombone; e, naturalmente: Giuseppe Boron al sax tenore. Dopo l’arrivo di Fabio Koryu Calabrò, washboard e voce, la formazione si riduce ad un quintetto: Alderighi, Bassalti, Boron, Calabrò, con Riccardo Vigorè al contrabbasso. Per poi trovare la sua dimensione ideale poco dopo, con l’ingresso di Gilberto Tarocco al sax baritono e Sandro Di Pisa alla chitarra. Giorgio Alderighi e Riccardo Vigorè continueranno (e continuano) come quasi tutti gli altri musicisti citati, a suonare insieme a “tuttiquanti”, nelle occasioni più varie: caratteristica che il jazz non ha mai perso. È durante il Capodanno del 1998, al PalaFenice di Venezia, durante una serata con Dario Fo, Franca Rame e Giorgio Albertazzi, che la banda Ba$$alti ha il suo vero e proprio battesimo ufficiale. Da lì, oltre ai due introvabili CD prodotti dal gruppo, altri prestigiosi interventi, dal Ferrara Buskers Festival alla trasmissione televisiva Zelig – facciamo cabaret su Italia 1. Importante ricordare lo spettacolo “Eroi di Cartone”, allestito con Marcello Colò alle percussioni, ed interamente dedicato alle canzoni dei cartoni animati più celebri. La banda Ba$$alti smette tuttavia di esistere a nuovo millennio appena iniziato: Stefano Bassalti, proprietario del cognome della band, sceglie altre strade. E così, passando attraverso un breve intervallo chiamato: convegno Brambilla, arriva l’Orkestra Zbylenka. L’Orkestra Zbylenka dà l’avvio alle sue trasmissioni grazie ad Happy Channel, nel 2000, registrando sigle ed interventi per le oltre venti puntate del programma comico “Presi Diretti”, e struttura i suoi personaggi principali nella striscia quotidiana “Buskergarden TV” per Italia7, nel 2003. Forte della spinta ricevuta dall’affezionatissimo pubblico dei numerosi festival e rassegne cui partecipa in tutta Italia, produce il CD di “Festival di Festival” e quello di “Vincenzo Magio e i Tre Re” (in uscita a dicembre). Il quartetto ha anche numerosi progetti “interni”, che si integrano alla attività della O.Z.: Il duo comico-musicale Pepìno Sasofòne e Fedèle Ukulèle (Beppe Boron e Fabio KoRyu Calabrò); il trio “cantautorale” Calabrò Coi Colibrì (FKRC, Sandro Di Pisa e Gilberto Tarocco); il Di Pisa Trio (Sandro “jazz master” con ospiti); Sax Appeal, showcase per discoteca a cura di Gilberto, e la Blue Band.ita, big band diretta dallo stesso… Un dato: nella tournèe estiva del 2005 l’Orkestra Zbylenka ha percorso, in Italia, qualcosa come trentamila chilometri... Il prossimo punto d’arrivo sarà sicuramente una stazione di servizio. Per fare il pieno. Parte rilevante, nella storia dell'Orkestra Zbylenka, senza dubbio ha l'arte di strada. Possiamo dire che di strada ne hanno fatta tanta da quando con la banda Bassalti cominciarono a partecipare ai festival italiani. Non li hanno fatti ancora tutti, ma buona parte sì. Sono stati invitati al Ferrara Buskers Festival, a Mercantia, a Castellaro Lagusello, a Ischia, a Lecce, a "Borgo Incantato" a Gerace, a "Artemigrante" a Macerata, a "Circumnavigando" a Genova e avanti ancora con tutti gli altri, che non citiamo, ma che rimarranno sempre nei nostri cuori. Tutti i nostri spettacoli sono sempre pensati nelle due versioni: il palco e la strada. Così è per "Festival di Festival", come per "Vincenzo Magio e i tre re" o per "Bar Europa". E quindi, anche assecondando la propria vocazione per didattica, l'OZ, nell'anno 2004 partorisce la Buskers University, L’Università degli Artisti di Strada. L’Università che prende i Vostri Figli dalla Strada, e, dopo Cinque Anni di Duro Corso, ce li rimette. Un ateneo con tantissimi corsi: a Milano, ad esempio, abbiamo Corso Buenos Aires. A Napoli, Corso Càvour. Abbiamo pensato: se c’è il CEPU, potremo allora fare anche noi la Buskers University, no? Ma, scherzi compresi, suonare per strada è un’esperienza vivificante ed irrinunciabile per qualsiasi musicista. Ed il nostro quartetto di trasformisti diverte e si diverte mischiando senza paura generi e situazioni, col solito occhio di riguardo verso il jazz e sempre pronti a, come direbbe il Maestro Di Pisa: ridere con le orecchie. Queste poche note biografiche sono destinate ad ampliarsi, con l’aggiunta di aneddoti, ricordi, racconti. Anzi: se qualcuno dei nostri fans ha voglia di raccontare come e quando ci siamo incontrati…
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